MEMORIE DEI NARCODESTI

 

Su questa sponda del fiume potrete consultare il diario di bordo, una raccolta di note

e pensieri da indossare per affrontare al meglio ogni nuovo giorno.

 

GIORNALIERO DEL 23/10/2014

Sapete, tutti possiamo perdere qualcosa d’importante e se lasciamo che la vita scorra abbastanza da crescere, potrebbe succedere più volte. Nessuno resta indenne scazzottando con il caos e quando siamo costretti a contare i fantasmi con più di una mano, sarebbe lecito mandare al diavolo la conta dei superstiti e chiudere le danze. Però c’è dell’altro, quel qualcosa che rende la speranza un’arma carica, pronta a fare fuoco. Dare un senso a ogni taglio subito e inferto, giocarsi le opportunità di cui altri non godranno mai, meritarsi un giorno in più all’inferno per aver stretto la presa quando era umanamente comprensibile mollare. Se oggi avete in mente di sabotarvi, prendetevi a calci, perché i lividi vi ricorderanno che provare dolore significa essere vivi…e che essere vivi è un buon modo per rientrare in gioco. La stanza brucia, fatevi posto. Ben svegliati.

GIORNALIERO DEL 22/10/2014

C’era una volta un ragazzino, che visse quattro volte e perse ai dadi la sua scommessa migliore. Quando un temporale scese sulla sterpaglia, che aveva preso il posto delle dimore conosciute, volle rivolgere al baluginare delle chiassose saette una domanda: se trovassi qualcosa da perdere, potrei tornare sui miei passi? Le nubi si accartocciarono con un guizzo improvviso, scaraventando su di lui il gelido nettare della bufera. “Per avanzare non puoi percorrere la strada che ti ha portato a muovere il tuo ultimo passo…” tuonarono in un boato spaventoso i cieli, come sul punto di esplodere “…devi compiere un giro molto più lungo per tornare a te stesso. Devi accettare la sconfitta per essere libero di affrontare una nuova battaglia.” Seguirono altri schianti, fratture nel cielo attraversate da bestie informi, accecanti, ammantate di pioggia e fulmini. Il ragazzino non li udì. L’unico suono che giunse al suo orecchio fu quello del proprio piede, che avanzando, tra erbacce e fanghiglia, scavò un solco profondo nel proprio avvenire. Ben svegliati.

GIORNALIERO DEL 21/10/2014

Aspettando sulla soglia, prima di ripercorrere le tracce di vecchie conquiste, coloro i miei respiri con tutto il fumo slacciato dai polmoni. L’evoluzione non è un processo necessario alla sopravvivenza, dimostra invece come anche gli errori abbiano una propria ragion d’essere, come un miglioramento sia un atto di convenienza e non il compimento di un bisogno. Solo il futuro è inevitabile, ma non gli avvenimenti che esso conterrà. Vivete oggi il vostro domani. Ben svegliati.

GIORNALIERO DEL 20/10/2014

Non sempre ci tagliamo per ferirci. Non sempre soffriamo nel tagliarci. Viaggio lungo per arrivare riposato, così quando sto dritto mi si guastano le immagini e sogno incubi fuori dalle palpebre. Testamento critico alla critica: aggiustare il tiro fidelizzando cattivi pensatori, che sono sognatori in potenza, idealisti in erba, una stirpe di esuli pronta all’involuzione della ferocia universale. Ben svegliati.

GIORNALIERO DEL 19/10/2014

Creiamo la nostra verità diluendo la memoria con le menzogne altrui. Non è davvero importante cosa sia accaduto esattamente, quanto come o perché. Se le risposte disattendono la logica, viviamo la favola per non essere preda dell’incubo. Quando la realtà stinge e chiosiamo rammarico, rancore, efficienza algebrica applicata a una pletora di drammi affettivi, che avremmo altrimenti salassato nel gioco della routine a norma di “gregge”, saremo pronti a cimentarci con alcuni nuovi rituali, quelli che rendono sensate le bizzarrie dei patimenti interiori. Essere nuovamente parte di qualcosa significa porsi problemi di gittata, senza badare a cosa impugneremo, oppure a chi ci passerà l’arnese capace di centrare il bersaglio. Puntate al maggiore dei vostri interrogativi e scoccate. Puntate al maggiore dei vostri drammi e scoccate. Puntate al più importante dei vostri obiettivi e scoccate. La vostra forza è una forgia inesauribile e le frecce che da essa sfilerete non avranno numero, solo bersagli. Ben svegliati.

GIORNALIERO DEL 18/10/2014

Altra giornata grigia, da tagliare sottile per poterla mandare giù un po’ alla volta, unendo la tossicità utile a quella dilettevole. Ad esempio uno spreco di sigarette ragionato può sottrarre cifre all’espressione, sporcando le sciagure con il sapore amaro del fumo sul palato, come baciare un demone a portata di accendino. Sì, la sveglia è questa. Ultimamente stanno succedendo un milione di cose ed è difficile scegliere d’inserirle tutte nello stesso conto; volenti o nolenti siamo sempre stati parte del problema. Adesso tralasciamo le spiegazioni, troviamo un posto nel quale il mal di vivere non possa fagocitarci e spargiamo cenere su tutte quelle ansie che ardono alle nostre spalle. In un mondo perfetto sarebbe la norma, perciò oggi siate l’eccezione che conferma la regola. Ben svegliati.

GIORNALIERO DEL 17/10/2014

Ogni mattina ci alziamo stilando mentalmente una lista di obiettivi, coordinate utili a disperdere il senso di smarrimento che, senza una lunga serie di doveri e impedimenti, renderebbe questa fiction chiamata vita una crescita senza scopi. Oggi mi piacerebbe che azzeraste il vostro contagiri, depennando la maggior parte dei punti in programma. Lasciatene uno, uno soltanto e godetevi l’effetto che fa muovere un passo nella direzione giusta, senza dover tenere a bada le ansie di un futuro a scacchi, dove ogni pezzo è incatenato alle sue mosse. Non dovete ingozzarvi ogni giorno di massimi sistemi, la chiamano dieta dissociata perché unisce la praticità di un’abitudine all’utilità della sua messa in atto. Difendete il luogo nel quale vi sentite amati e sarete padroni del vostro destino. Ben svegliati.

GIORNALIERO DEL 16/10/2014

Per un lungo periodo non ho più scritto e chiesto scusa, ho avuto mente e corpo altrove. Durante la mia assenza alcuni nodi si sono sciolti e non ho idea di come abbiate affrontato il raccolto. Forse, puntando a un passaggio che fosse in grado di condurvi all’uscita, avete perso un bel pezzo di voi stessi lungo le pareti, grattando via buona parte della buccia che, nella migliore delle tradizioni, non può essere sfogliata, solo ricucita. Poco tempo fa ho capito che non c’è niente di meglio di una bella ciurma per affrontare ogni genere di tempesta e questa mattina vorrei comprendeste che la forza della stessa non sta nel numero, bensì nell’opportunità di passare dalla somma dei problemi alla divisione delle soluzioni. Insomma, occorre un gran fegato per agire nel proprio interesse quando volersi male ci viene facile, per questo dovete fare in modo che il coraggio rappreso (sono macchie buone, ma pur sempre macchie) superi di molte lunghezze la vostra astuzia. Ben svegliati.

GIORNALIERO DEL 15/10/2014

Ho annotato molti racconti sulle vele gonfiate dal maestrale, perché nessun viaggio lascia incolume la prosa. Non sono qui per ingraziarmi i vènti, ma un giro di giostra lo devo soprattutto a chi, sotto assedio, ha saputo “costruire” una fuga dall’inferno. La vostra testardaggine alleggerisce la zavorra degli affanni e dona un senso a queste macchie d’ottimismo. Non arrendetevi mai, per nessuna ragione al mondo. Ben svegliati.

GIORNALIERO DEL 14/10/2014

Non abbiamo finito. Alzate la fiamma e fondete il primo quarto della mattinata con tutto il volume possibile. Oggi commutiamo le voragini in rabbia creativa, perché cucire le ferite porta pace ai crampi nello scheletro e dovrete entrare in overdose di energia per spiccare questo balzo. Il sistema più rapido per ignorare i criteri con i quali la vita riscuote i suoi lasciti, è prendere di petto il muro, ficcare voce, testa e cuore ovunque le stigmate della debolezza raccontino uno storia diversa. Alla fine non vince chi sa darle, bensì chi riesce a trovare, anche quando sembra impossibile, il modo di rialzarsi. Ben svegliati.

GIORNALIERO DEL 13/10/2014

Non credo sia sempre facile arrivare a fine giornata, però provandoci diamo un senso al calendario. Abbiamo lune, santi, festività e scadenze, un conteggio ciclico di buoni propositi, lingue asciutte e la proroga degli acciacchi in archivio. Potremmo anche prenderla con filosofia, per quanto, ogni tanto, sono convinto faccia bene rendere onore al popolo dei detrattori. Succhiate un po’ di note e conditeci un sorriso, questa mattina la festa è vostra, come vostro è l’onere di affondare il bon ton sulla scia di un augurio liberatorio. Buona cavalcata e ben svegliati.

GIORNALIERO DEL 12/10/2014

Poi, da qualche parte, deve esistere un luogo chiamato casa, dal quale non puoi partire, ma solo tornare. Se mi concentro avverto il ciottolato sotto i piedi, il riverbero della luce che cade dal davanzale, dritto sul mio volto. Se provo davvero a ricordare inganno qualsiasi lesione, compresi i lividi che tracciano il profilo della mia anima; avrò sborsato almeno un migliaio di ore a immaginarlo. Sapete una cosa? Non è importante quale sia il vostro posto o quale, presumibilmente, dovrebbe essere, non è mai stato un gioco di distanze, traguardi mancati o viaggi alla ceca. Qualunque posto abbiate adottato scegliendo di vivere, di farlo per voi, per gli affetti guadagnati e quelli perduti, tenete a mente che l’importante è essere rimasti, aver fatto la differenza, essere stati la costante nel mutamento. Un paesaggio stupendo, una diapositiva qualsiasi appartenga alla vostra collezione di forme e sfumature, avrà la stessa importanza da qualsivoglia punto vi troverete a goderne. Questo non è un buongiorno in ritardo, è un amnistia. Abbiate cura di voi stessi. Ben svegliati.

GIORNALIERO DEL 11/10/2014

Ho viaggiato per la ragnatela, leccato a fondo la cattiveria dei suoi filamenti, finché la mia mente in crescendo – l’insetto – non ha rigettato l’albatro e i suoi utopistici avvitamenti. Con ali grandi che sconfinano nel cielo, ovunque la perversione sia negata per la questua delle maschere, prive di lineamenti che conducano al mandante, sempre ospiti sul volto della fame, rossa di livore fuori vena, di foto bianche appuntate nel peccato. Più a fondo cadrete, più forte sarà la spinta che vi proietterà oltre la superficie. Nulla di quanto avete sofferto è stato sprecato, perché sulla scia delle contusioni si apprende il metodo: la necessità di applicarlo rende utile scoprirlo. Chiamatelo cura, evoluzione, riscatto…purché sia atto a costruire, riprogrammare, spargere semi tra le macerie che cresceranno robusti, come la speranza tra le righe. Tessete la vostra tela e restate in movimento. Ben svegliati.

GIORNALIERO DEL 10/10/2014

Se doveste perdere tutto di colpo, estranei alla logica, privati di qualsiasi cosa definisca la vostra identità e vi renda merito per i traguardi raggiunti, come reagireste? Avete avvertito qualcosa di simile e temete possiate essere per sempre “gli sconosciuti”, coloro che non possono fingere una soluzione, perché messi nell’impossibilità di ottenerla? Calmatevi e zittite la tensione respirando profondamente. Li chiamano attacchi di panico perché la vita non gioca mai sulla difensiva, perché per affrontarli dovete ingaggiarla e accettare lo scontro che ne seguirà. I luoghi più cari, le persone amate e perfino i successi ottenuti, possono sì essere fragili come cristallo, ma per questo stesso motivo non saranno mai preda dell’oscurità, colti dal dubbio. Dovrete accogliere l’ennesima sfida ricordando che, per avanzare di un passo, alle volte è necessario arretrare, lasciando che il nostro corpo reagisca tempestivamente. La vita in frantumi è solo un puzzle da ricomporre, quindi alzate il dito medio e tornate alla carica. Ben svegliati.

GIORNALIERO DEL 09/10/2014

Trovare la pace, per accorgersi che tutti i momenti buoni non bastano a imbrigliare una vita. Portare a casa la partita, dando valore al gioco, tanto nelle sconfitte quanto nelle vittorie. Vorrei poteste districare vortici nella semplicità di un gesto, così da non avvertirne la forza, che rapidamente divora ogni cerchio della spirale. Rubo alla pellicola un augurio migliore, un piccolo ponte per la vostra traversata. “Che tu possa avere il vento in poppa, che il sole ti risplenda in viso e che il vento del destino ti porti in alto a danzare con le stelle.” Ben svegliati.

GIORNALIERO DEL 08/10/2014

Spero il tuo cuore si sciolga, per poi rinascere come una fenice pulsante, pronta a trascinare via con le sue ali tutte le emozioni dello scibile umano, fendendo lo spirito a ogni nuovo balzo compiuto nel nome delle stesse. Tu mi ringrazi spesso, ma non sento di esagerare nel dirti – con estrema sincerità – che quel poco, sia pure una sfumatura insignificante nel marasma dei colori più disparati, è servito più a me, ricordandomi quale sia il mio ruolo, la mia opportunità di riuscita. Le scelte migliori non mi riescono mai, suppongo sia dovuto alla scarsa coordinazione. Non sono mai stato un ottimo ballerino. Spesso penso a lei e mi chiedo se le capiti di lasciare fuori dei minuti per fare altrettanto, ricordando l’alba sul parabrezza con le dita intrecciate. Penso a loro e mi convinco che i fantasmi possano essere di carne, senza poterne uscire. Penso a lui e mi chiedo cosa avrebbe fatto, se i suoi occhi sarebbero bastati a riconoscermi. Penso anche a lui, capendo solo ora quanto fossero preziose le giornate in sala prove e la notti infinite su qualsiasi strada portasse altrove. Penso perfino a lei e mi chiedo se abbia disegnato tutto questo o se le sue conclusioni potessero essere meno stridenti. In definitiva penso troppo e mi strozzo con tutti questi legacci dal passato, però la felicità di seconda o terza mano è pur sempre felicità. Ecco, è questo che dovreste indossare oggi. Sia che piova o splenda il sole, afferrate le vostre migliori pensate – quelle andate a buon fine e quelle finite nel tentativo di essere buone – e giocate la vostra mano come se i giorni, i mesi, o gli anni trascorsi, non potessero più separarvi dalla migliore versione di voi stessi. Ben svegliati.

ps. Mr. Twinkle, ringrazia Annette da parte mia e dille che questa volta almeno metà della responsabilità è sua.

GIORNALIERO DEL 07/10/2014

Hanno reciso così tante gómene dalle trame del fato che fatico a crederla una realtà plausibile. Sentire le serpi risalire dallo stomaco e mordere gli occhi per avvelenarmi lo sguardo, come se la giustizia fosse cibo guasto…come se fosse normale trangugiare me**a, per dovere di obbedienza a ogni singola convenzione che non ci veda parte del mucchio. Avete messo mano all’artiglieria pesante, arrivando a fine giornata con l’eco in sordina di alcuni dubbi mal posti, pallottole a salve, un forte sentore di fregatura. Sia fumo o liquore, recitiamo i dogmi della prospettiva: per arrivare più in alto dobbiamo continuare a collezionare gradini. La comodità lasciatela pure a chi impegna un paio d’ali per una poltrona più confortevole, non è per fare statistica che ci siamo iniettati le paure sotto pelle. Se vi trovate a formare un solo cerchio, individuate l’ancora successiva nelle parole e nelle identità di chi vi sfreccia accanto. Questa va a chi ha reso speciale la Dead Assembly Crew, a voi che con la vostra presenza supportate l’ideale del bene comune. Siete la ragione fatta principio. La vita continua. Ben svegliati.

GIORNALIERO DEL 06/10/2014

Siamo stati i peggiori, dall’altra parte del cannone, quelli che si illudevano bastasse un rotolo di spago a tenere unito un gruppo destinato a spezzarsi, sopravvissuti all’inferno per esserne un varco, con la brutta abitudine di rimuginare su chi non avrebbe più incassato i resti di un altro compleanno. Non è rimasto granché, vero? Fa un po’ ridere sia proprio io a tirare le somme, ma penso fosse il compromesso a generare la possibilità e se non abbiamo mai accettato di riconoscerlo è perché sapevamo di appartenergli. Avete forse imparato a essere i peggiori dai migliori? Dovete ogni giorno tenere conto delle bruciature, dei torti resi e dell’oblio che gli scatti rubati vi hanno negato? Non c’è vergogna nel fare la cosa giusta nel momento sbagliato. Il tempo perso a riuscirci è solo spazio di manovra. In mattinata accomodatevi in prima fila e provate a fare mente locale, non ci sarà la pioggia a distrarvi. Fatevi una cucchiaiata d’amore disinteressato e tutti i demoni sulle vostre tracce si sazieranno in fretta. Ben svegliati.

GIORNALIERO DEL 05/10/2014

Qualche anno fa ho deposto le armi pensando che la rinuncia fosse un mezzo necessario alla salvezza, convinto che la polvere accumulata sull’uscio potesse seppellire le orme delle mie ombre fuori controllo. Se avete giocato con il fuoco e vi siete scottati, se portate un debito di anni che pone il vostro esilio come base per la serenità degli affetti passati, quelli sopravvissuti e quelli dissolti nelle ragioni di un errore, se una vita ha chiuso i conti in anticipo impedendovi di rimediare e se la pala si è spezzata e avete preso a scavare con le mani, adesso è il caso di passare al capitolo successivo. Meritate una tregua non per ciò che avete preso, bensì per quello che avete mancato. Non potete più sfogare la stanchezza rincorrendo i fantasmi, non è giusto tanto per voi quanto per loro. Accettare un bilancio in perdita significa mondare la debolezza con il coraggio e credo dovreste permettere a voi stessi di tornare a vestire i panni dell’eroe/eroina. A pensarci bene, l’unica ragione possibile è quella del vizio che diviene virtù. Ben svegliati.

GIORNALIERO DEL 04/10/2014

Oggi combatto con l’eco di una confessione che mi ha visto impotente e pieno di rabbia da smaltire. Ho già dato e preso, perso e ritrovato, ceduto e scambiato. Le cose belle non hanno padroni e l’amore non gode di assoluzione quando punisce chi rinuncia a giocarlo, nel proprio interesse o in quello di entrambi. Sapreste legittimare la violenza con la scusa della diversità? Sapreste addormentarvi con le mani livide senza scucire un briciolo di vergogna? Potreste ferire o uccidere, credendo che il vostro dolore sia giusto e come tale vada riscattato, a scapito di chi non può – o vuole – più sfiorarvi il cuore con l’affetto sperato? La violenza non conosce dignità ed è la virtù delle persone grette, perché non richiede alcuna grande dote mentale per essere applicata. Siate mostri, nell’accezione più nobile del termine. Ben svegliati.

GIORNALIERO DEL 03/10/2014

Questa va alla confusione, che non lascia cicatrici. Non riesco proprio a convincermi che l’amore sia fallibile e nel perderlo mi auguro l’ingegno lo riporti tra le righe, dove i limiti della mortalità sono soffioni da uragano. Gli stenti, lo stordimento, finanche le ripicche di un bel sogno fatto cappio, sono veli di un amante ingordo, che schiavo delle congiure ragionate si ribella ai suoi assassini, con un golpe d’istinto scevro dai tentennamenti. Se avete modo di giurarvi veleno per aver amato, perdonatevi. Per aver tentato, sorriso, gioito e maledetto, siete creditori d’affetto e vi spetta ancora una speranza oltre la speranza. Ben svegliati.

GIORNALIERO DEL 02/10/2014

Rientrato con il sole fuori, perché mi piace tenerlo sul volto quando butto via troppo sonno. Del resto per quanto mi riguarda il riposo non è mai stato meritato, perciò vedo il bluff e rilancio di mezza birra, giusto per non perdere le cattive abitudini. Oggi vorrei darvi solo un piccolo consiglio, con cui sfangare le ore che vi restano da guadare: aggiungete il condimento. Una giornata potrà essere monotona, scialba, frutto della routine programmatica, ma il giusto condimento può ribaltare perfino l’ingiustizia soverchiante del vuoto pneumatico. Un pizzico di autoironia, una tazza di testardaggine, due cucchiai di fantasia spicciola, mezzo panetto d’incoerenza , una spolverata di affaticamento pratico e una buona lettura su cui poggiare il tutto. Cosa ne dite, ci proviamo? “Oggi non è che un giorno qualunque di tutti i giorni che verranno. Ma quello che accadrà in tutti i giorni che verranno può dipendere da quello che farai tu oggi.” Ben svegliati.

GIORNALIERO DEL 01/10/2014

Alla fata senz’ali, che sanguina ogni frase come se avesse ganci uncinati a strapparle voce dallo stomaco. Al figlio dei sieri, che mendica piaghe per strozzare l’atarassia della specie, ma rimane spiaggiato dove il sole non fo**e la sabbia nemmeno a pagarlo. Agli insetti del borgo, rabbiosi, zeloti, perversi, con il segno della croce ammanicato. Alla giovane spina, che cresce tra le insidie del potere effimero e ne subisce le lusinghe, quasi fosse vena nuova per emofiliaci. Infine a voi, che siete angeli e meritereste di volare lontano dalle beffe temporalesche. Ben svegliata ciurma.

GIORNALIERO DEL 30/09/2014

Mi fumano gli occhi per la notte che ho mancato, eppure il mezzo gaudio non ha male a sostenerlo. Questa mattina scambiamoci le fedi e facciamo finta che la serenità desiderata appartenga all’ignoto, a quelle catene che non si conoscono, che hanno una storia troppo lunga per essere inanellata. Prendiamoci tutto il servibile e scordiamo per le ore che verranno i fallimenti noti; un nodo alla cravatta e l’alto al cuore. Adesso l’obiettivo è prenderla con calma, rallentare un poco prima di tornare a far fuori quanto più asfalto ci corra davanti. Qualunque persona vi aggredisca, qualsiasi cosa vi piova sul capo, inquadratela nella prospettiva di un balzo più ampio. Prima che l’orologio chiuda i conti della giornata, ricaricate le batterie, siate il vuoto a rendere, l’epifania, il primo raggio di sole che irrompe dalla vetrata, portando con se le tiepide promesse di una nuova partenza. Ben svegliati.

GIORNALIERO DEL 29/09/2014

Issiamo il buongiorno per gli irriducibili, spazzati via dalla conta dei pianeti perché cadenti, bruciature stellari che hanno goduto di luce passata e maltolta. Potrei affettare i pensieri con la bile, ma le note che tornano a galla mi fanno pensare a tutt’altra musica. Oggi celebriamo le vittorie insperate, quei piccoli insignificanti progressi che sanano le fratture e fanno della scacchiera un luogo meno avverso. Spuntate il numero sul calendario, prima di sera ne avrete acciuffato almeno uno e non si discute, non si arretra con l’amaro in bocca; se qualche testa dovrà cadere non sarà la vostra. Fino a mezzanotte siate l’incanto che tesse fiamme al propulsore, la rivincita di Annette, la gioia inattaccabile di una speranza dovuta. Ben svegliati.

GIORNALIERO DEL 28/09/2014

Oggi voglio pensare a quanti hanno affrontato le loro perdite decidendo di restare, scartando la codardia che acuisce rancore e distruzione, trasformando loro stessi in espediente, il primo gradino della scalinata. Sapete, non si esce vivi comunque dalle tribolazioni, ma l’economia di un’esistenza appagante comprende fasciature e buoni consigli per le ferite. Questa mattina sbucciatevi il guscio e promettetevi di zoppicare fin tanto che la china non sarà superata, perché nascendo, sia stata o meno un’opportunità balorda, siete in credito. Ben svegliati.

GIORNALIERO DEL 27/09/2014

Le mistificazioni della politica, gli stilemi teocratici che compromettono il diritto alla felicità, le posizioni indifendibili di coloro che non riconoscono nell’unione di due anime – a prescindere dal sesso – la passione resa giustizia, il veto degli avvoltoi sulle vittime da spolpare, recise dalla collettività a causa degli affanni sociali, la paura del cambiamento nell’immobilità del futuro, i primi segni di cedimento ovunque le parole non possano penetrare, l’alba al tramonto, i castelli di carta sospesi per gioco e bruciati per necessità, fiele, lingua e vaticinio di tutti gli insonni che verranno, consci che la vita in serie è pur sempre un male accettabile. Possiamo ancora fare la differenza? Se spaventarci può servire a reagire, chiedo al terrore di salirmi in petto, affilare le zanne e scuotermi con ogni singolo morso abbia in forze di concedermi. Non avrò paura della caduta di Babilonia, perché sarò parte del sisma. Peccato, redenzione, annichilimento? No, è solo vita. Oggi, che la roulette ci regali sconfitta o vittoria, varrà comunque una sola regola: essere liberi. Quindi auguro a tutti voi di far leva sulla vostra onestà intellettuale, necessaria per abbandonare gli schieramenti partitici, i crismi cattolici, l’oppio del gregge. Retorica? Certo, ma la mia fede non prevede redentori ultraterreni, solo cuori affini…in perenne lotta per i meriti umani. Ben svegliati.